Domande frequenti

 

Quanti incontri sono previsti?

Dipende dalle problematiche portate dalla persona e da altri fattori. In alcuni casi si tratta di pochi colloqui di consultazione. In altri casi la consulenza e il sostegno psicologico possono prevedere una decina di sedute. In altri casi ancora il sostegno psicologico può durare più tempo e prevedere la diminuzione della frequenza degli incontri ad una volta ogni due/tre settimane.
Qual’e la frequenza dei colloqui?
Anche qui la risposta dipende dalle problematiche portate dalla persona e da altri fattori. Solitamente la frequenza dei colloqui è inizialmente di una volta a settimana; in seguito è possibile decidere di diminuire la frequenza per poi arrivare a terminare gli incontri.

 

Posso interrompere quando voglio il percorso intrapreso?

Certo. Vi è la totale libertà di interrompere il percorso quando lo si ritiene opportuno senza vincoli o obblighi di alcun tipo.

 

Dovrò assumere farmaci?

Lo psicologo non prescrive farmaci o psicofarmaci.

 

Devo sdraiarmi sul lettino?

No, il colloquio avviene stando normalmente seduti sulle poltrone, uno di fronte all’altro.

 

Le cose che dico rimangono segrete?

I colloqui sono soggetti a segreto professionale in base alla legge sulla privacy.

 

Quando è il caso di rivolgersi ad uno psicologo?

Nella nostra vita, relazionale, familiare, scolastica, lavorativa, possiamo incontrare situazioni o cambiamenti che ci possono mettere in difficoltà e per i quali possiamo avere bisogno di “aiuto”. In questi casi può essere utile il consulto con uno psicologo. Non dimenticando che in ogni caso lo psicologo si occupa anche di prevenire situazioni di difficoltà, in assenza di sintomi di disagio, e di promuovere un maggiore benessere psicofisico. Lo psicologo infatti lavora per migliorare la qualità della vita delle persone. Mette a disposizione la propria competenza a favore della salute della persona, a favore cioè di una condizione di ben-essere che non si limita all’assenza di sintomi, bensì ad un equilibrio più funzionale e gratificante nel rapporto con se stessi, con gli altri, con le situazioni della propria quotidianità. Lo psicologo si occupa quindi sia di aiutare la persona di fronte a particolari problematicità o momenti-eventi critici, sia di promuovere il ben-essere della persona favorendo il miglioramento di una già funzionale gestione della propria ordinaria quotidianità. Un supporto psicologico può essere utile per esigenze di orientamento, per favorire una crescita interiore personale, per migliorare la qualità della tua vita e delle tue relazioni, per comprendere meglio te stesso e coloro che ti amano e ti circondano. Rivolgersi ad uno psicologo significa prendersi cura del proprio benessere psicologico ed emotivo, che è parte integrante – insieme alla componente fisica e sociale – del benessere e della salute della persona.

 

Vorrei un consulto, ma è normale avere qualche timore e temere i giudizi degli altri?

E’ normale avere qualche timore iniziale prima di una consulenza, prima di toccare personalmente con mano di cosa si tratta. Timori che poi tendenzialmente svaniscono quasi subito. Per quanto riguarda i giudizi degli altri, potrebbe anche accadere che familiari, amici o persone vicine esprimano il loro parere sul disagio senza essere ferrati sull’argomento, dicendo semplicemente “Il problema è solo nella tua testa“, “Dovresti farcela da solo“, “Momenti del genere capitano a tutti” e così via, minimizzando ciò che si sente. In buona fede, queste persone cercano così di rappresentare un sostegno, pur contribuendo inconsapevolmente in questo modo a non essere di aiuto all’interessato, anzi. Nel persistere di una sensazione di malessere, può essere il caso di non proseguire accettando passivamente il disagio e di rivolgersi ad un professionista formato nell’ascolto e nella comprensione della persona quale può essere lo psicologo.